<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<atom:link href="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/x5feed.php" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<title><![CDATA[Blog]]></title>
		<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/</link>
		<description><![CDATA[]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Wed, 11 Nov 2015 16:42:00 +0100</lastBuildDate>
		<generator>Incomedia WebSite X5 Evolution</generator>
		<item>
			<title><![CDATA[Consigli e domande sulla coltivazione]]></title>
			<author><![CDATA[paolo fossi]]></author>
			<category domain="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/index.php?category=coltivazione"><![CDATA[coltivazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_lhn70d08"><div><b><span class="fs16 cf1">Alcuni consigli sulla coltivazione e domande che ricevo più spesso.</span></b></div><div><b class="fs16"><br></b></div><div><b class="fs16">Che terriccio usare?</b></div><div><span class="fs16">I peperoncini preferiscono un terriccio acido (Ph da 4,5 a 5,5).Il rapporto C/N deve essere alto per il rinvaso finale (40-50) così come la conducibilita' elettrica.Tanto per fare un nome il "vegetal radic" di tercomposti e' ottimo.<br></span></div><div><b class="fs16"><br></b></div><div><b class="fs16">Che vasi utilizzare?</b><br></div><div><span class="fs16">Se scegliete di rinvasare i vostri peperoncini appunto in vaso e non direttamente in terra, usate vasi del 28/30 (15-18,5 L) per i vostri chinense mentre per gli annuum 22/24 (7-9,5 L).<br></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b>Sole o ombra?</b><br></span></div><div><span class="fs16">Appena acquistate le piantine non esponetele direttamente alla luce del sole poichè passando dalle luci artificiali al sole le foglie piu' giovani si potrebbero bruciare. Aspettate qualche giorno e poi il mio consiglio e' metà sole e metà ombra.<br></span></div><div><br></div><div><span class="fs16"><b>Quanta acqua?</b><br></span></div><div><span class="fs16">Poca ma spesso rispetto che molta ma di rado. D'estate consiglio di annaffiare nelle ore piu' fresche della giornata. La sera e la mattina presto come nel mio caso.</span><br></div><div><br></div><div><div style="text-align: left;"><b><span class="fs12">C</span><span class="fs12">oncime? Quale e quando?</span></b><br></div><div style="text-align: left;"><span class="fs12">Dopo il rinvaso finale il terriccio contiene solitamente concime per le prime settimane .Passati quindi una trentina di giorni potete utilizzare un concime a lento rilascio da spargere sopra il vaso della pianta. Le percentuali di N-P-K potrebbero essere queste 16-8-12 ( basacote plus 6 M).In fase di fruttificazione comunque la percentuale di potassio deve essere alta. Piccole dosi ( mezzo pugno per vaso), e ripeto quando si e' sciolto a distanza di un mese. Con un liquido invece concimare almeno una volta a settimana con le dosi indicate.</span><br></div><div style="text-align: left;"><br></div><div style="text-align: left;"><b class="fs12">Malattie?</b><br></div><div style="text-align: left;"><span class="fs12">Molte malattie possono colpire le vostre piantine di peperoncini. Contattatemi prima possibile, e in base ai danni riscontrati vi darò il giusto aiuto per combatterle.</span><br></div><div style="text-align: left;"><br></div><div style="text-align: left;"><b class="fs12">Come conservare i frutti?</b><br></div><div style="text-align: left;"><span class="fs12">In frigorifero si conservano solo qualche giorno dal momento della raccolta, dopodichè iniziano a perdere le proprietà organolettiche. L'essiccazione e' un buon metodo per conservare i peperoncini, ma con l'ausilio del sole si rischia di farli marcire in special modo i Chinense. Essi infatti presentano un frutto molto carnoso e impiegherebbero troppi giorni per seccare. Una soluzione valida e' quella di ricorrere ad essiccatori elettrici che svolgono lo stesso lavoro in circa due giorni. Si possono conservare anche congelati ma quando si utilizzano risultano "mollicci".</span><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 15:42:00 GMT</pubDate>
			<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/?id=lhn70d08</link>
			<guid isPermaLink="false">http://saporichepiccano.altervista.com/blog/rss/lhn70d08</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[A proposito di polvere]]></title>
			<author><![CDATA[paolo fossi]]></author>
			<category domain="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/index.php?category=cucina"><![CDATA[cucina]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_yv79x2c0"><b class="fs12">Il segreto per produrre questo "oro piccante"?</b><div><br></div><div><span class="fs12 cf1">Il procedimento è molto semplice:</span></div><div style="text-align: left;"><span class="fs12">Dopo aver raccolto i peperoncini maturi si lavano, e una volta asportato il picciolo si tagliano a metà e si adagiano rivolti verso</span><img src="http://saporichepiccano.altervista.com/images/peperoncino-polvere.jpg"  title="" alt="" style="width:381px; height: 248px;" class="fright" /><span class="fs12">&nbsp;ll'alto (per evitare un'eccessiva perdita di succhi durante il processo di essiccazione) negli appositi cestelli dell'essiccatore (nel mio caso un Tauro a flusso orizzontale). Si seleziona il programma, si fa partire e si attende le ore richieste. Per le varietà più carnose, visto che la temperatura rimane abbastanza bassa per evitare che si perdano le proprietà organolettiche del prodotto occorrono anche più di due giorni! Quando i frutti si sbricioleranno sotto una leggera pressione interrompiamo il processo e li riponiamo in contenitori ermetici per evitare che riassorbano acqua.</span></div><div><span class="fs12">Per ottenere la polvere vera e propria utilizziamo un macina caffè elettrico e trituriamo finchè non abbiamo ottenuto la granulometria desiderata. Come ultimo passaggio consiglio sempre di ripassare in essiccatore per esser sicuri di aver ottenuto un prodotto privo di acqua, e che si conserva in contenitori ermetici anche per più di un anno.</span></div><div><b class="fs12"><br></b></div><div><b class="fs12">Come mai lo definisco "oro Piccante"?</b></div><div><span class="fs12">Può sembrare eccessivo chiamarlo così ma il motivo molto importante e che forse molti non sanno sta nella "resa". Partendo per esempio da 1 kg di peperoncini freschi non si ottiene certo un kg di polvere. Ma neppure la metà. La resa generica, che varia sempre da varietà a varietà e di circa 1/10, 1/8. Quindi 1 kg su 10/8 di fresco. Risulta molto facile capire &nbsp;che il prezzo più alto di salse e prodotti freschi per pochi gr di polvere sia assolutamente giustificato.</span></div><div><br></div><div><b class="fs12">Essiccazione solare?</b></div><div><span class="fs12">Almeno in Toscana no grazie!</span></div><div><span class="fs12">Anche in piena estate quando fa caldo molte varietà presentano una buccia molto spessa e carnosa, e&nbsp;anche a causa dell'alternanza giorno/notte&nbsp;richiederebbero un tempo di essiccazione troppo lungo (figuriamoci in pieno autunno quando facciamo gli ultimi raccolti). Ciò potrebbe compromettere le qualità organolettiche del prodotto finale e la formazione di muffe/ marciumi indesiderati.&nbsp;</span></div><div><span class="fs12">Ognuno è libero di provare, ma il mio consiglio e di acquistare un buon essiccatore con regolazione di temperatura, e tutte le paure spariscono.</span></div><div><br></div><div><b class="fs12">Quali varietà posso seccare?</b></div><div><span class="fs12">Non c'e' una regola precisa ma &nbsp;con frutti troppo carnosi e che contengono troppi oli avrete una polvere che anche se seccata a regola d'arte si compatterà più facilmente e apparirà più untuosa.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 19:00:00 GMT</pubDate>
			<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/?id=yv79x2c0</link>
			<guid isPermaLink="false">http://saporichepiccano.altervista.com/blog/rss/yv79x2c0</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Specie ibrida o linea pura?]]></title>
			<author><![CDATA[paolo fossi]]></author>
			<category domain="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/index.php?category=anatomia"><![CDATA[anatomia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_95142bg9"><span class="fs12"><span class="cf1">Bisogna fare una distinzione tra</span> <b>linea pura</b> <span class="cf1">e</span> <b>specie ibrida<span class="cf1">:</span></b></span><div><span class="fs12">-<b>Linea pura</b> :&nbsp;<span class="ff1">Gli esemplari di linea pura sono quegli esemplari che dando vita alla nuova generazione producono solo "figli" uguali a se stessi.</span></span></div><div><span class="fs12"><span class="ff1">-</span><b>Specie ibrida</b><span class="ff1">:&nbsp;In botanica si utilizzano i processi di ibridazione al fine di modificare alcuni caratteri, farne emergere di nuovi, costituire nuove varietà (specie più piccanti, resistenti al freddo...)</span></span></div><div><br></div><div><span class="fs12 ff1">Quando si vuol mantenere una determinata varietà si deve effettuare un' autoimpollinazione utilizzando il metodo del tessuto non tessuto.Con questo materiale si froma un sacchettino, che andrà a coprire i fiori non ancora aperti, formando una barriera per il polline di altre varietà. A frutto maturo i semi estratti ed essiccati saranno puri, e potranno essere utilizzati per una nuova semina l'anno successivo.</span></div><div><br></div><div><span class="ff1"><span class="fs12">Per gli ibridi invece tengo solo a sottolineare che gli incroci possibili tra le varietà sono pochissimi.I risultati li vedete nella tabella sottstante:</span><br></span><div style="text-align: center;"><img src="http://saporichepiccano.altervista.com/images/post-1013-1307053832.jpg"  title="" alt="" style="width:487px; height: 149px;" /><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 11:11:00 GMT</pubDate>
			<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/?id=95142bg9</link>
			<guid isPermaLink="false">http://saporichepiccano.altervista.com/blog/rss/95142bg9</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Elisir di lunga vita??]]></title>
			<author><![CDATA[paolo fossi]]></author>
			<category domain="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/index.php?category=Medicina"><![CDATA[Medicina]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_73a350k4"><div style="text-align: center;"><span class="fs12"><b><span class="cf1">Sfatiamo tutti i miti sul peperoncino e scopriamo cosa contiene e quali sono le sue proprietà con questa tabella riassuntiva:</span></b></span><br><br></div><div style="text-align: center;"><br></div><div style="text-align: center;">&nbsp;</div><div style="text-align: center;"><img src="http://saporichepiccano.altervista.com/images/contenuto---Copia.jpg"  title="" alt="" style="width:354px; height: 500px;" /></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 18:17:00 GMT</pubDate>
			<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/?id=73a350k4</link>
			<guid isPermaLink="false">http://saporichepiccano.altervista.com/blog/rss/73a350k4</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Storia del peperoncino parte 1]]></title>
			<author><![CDATA[paolo fossi]]></author>
			<category domain="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/index.php?category=storia"><![CDATA[storia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_8tc4x464"><span class="fs16 cf1 ff1">Dalle origini all’utilizzo in epoca precolombiana</span><div style="text-align: center;">&nbsp;&nbsp;<br></div><div><span class="fs16 ff1">L’origine del peperoncino ha radici antichissime. Si pesa che il primo peperoncino abbia avuto origine tra le montagne del Brasile e la Bolivia in Sud America. Nel corso di migliaia di anni però , grazie agli uccelli e ai nativi si propagò in tutta l’America. La prima specie selvatica (C.ciliatum) presentava infatti piccole bacche rosse molto attraenti per gli uccelli, i quali erano immuni alla piccantezza portata dalla capsaicina perché privi del recettore nervoso sulla quale agisce.</span></div><br><img src="http://saporichepiccano.altervista.com/images/Immagine1.jpg"  title="" alt="" style="width:480px; height: 364px;" class="fright" /><br><div><span class="fs16 ff1">Con la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo si chiuse l’epoca precolombiana, ma fu grazie alle civiltà che vissero in questo periodo(Aztechi, Maya , Inca …) se fu possibile importare in Europa animali e vegetali fino ad allora sconosciuti. Cacao, mais, patate,pomodori sono alcuni dei vegetali che l’America ci ha offerto. Tra questi vi fu anche il peperoncino, che prese numerose denominazioni: "Uchu" dagli Incas, "Pimiento de las Indias" dagli spagnoli, e più tardi "Aji" dal popolo delle Indie Occidentali, un nome che oggi è diventato abbastanza comune nelle Ande. Molti dei documenti riguardanti l’utilizzo del peperoncino in epoca precolombiana sono andati perduti con i viaggi in mare ma sono stati trovati dei reperti preistorici che ne attestano il suo utilizzo come condimento già 8000 anni fa. L’ archeo-biologa Linda Perry, dello Smithsonian National Museum of Natural History di Washington, D.C., ha impiegato la tecnica dell’ analisi dell’ amido per cercare resti di peperoncino in siti archeologici americani. Infatti tutte le specie di peperoncino producono microscopici granuli di amido simili a globuli rossi. Questi granuli sono stati trovati su cocci di ceramica e pietre di fresatura provenienti da reperti archeologici in Messico, Panama, Bahamas, Venezuela, Ecuador e sud del Perù. Inizialmente utilizzato sfruttando le piante selvatiche che crescevano in tutto il territorio, fu poi addomesticato e coltivato per ottenere piante con frutti più grossi. Ci furono due linee distinte di addomesticazione: America centrale e Messico che hanno portato alla nascita di C.annuum, mentre sud del Brasile e Bolivia altri annuum. Coltivato per ricercare un gusto particolare e un alimento energetico, acquistò un ampio valore culinario e fu ampiamente utilizzato dalle civiltà precolombiane.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 14:12:00 GMT</pubDate>
			<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/?id=8tc4x464</link>
			<guid isPermaLink="false">http://saporichepiccano.altervista.com/blog/rss/8tc4x464</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sfatiamo un mito]]></title>
			<author><![CDATA[paolo fossi]]></author>
			<category domain="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/index.php?category=anatomia"><![CDATA[anatomia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4p8161f4"><span class="fs16"><span class="ff1"><span class="cf1">Qual’e’ la parte più piccante del frutto di peperoncino??</span></span><br></span><div><img src="http://saporichepiccano.altervista.com/images/chili_sezione.jpg"  title="" alt="" style="width:211px; height: 238px;" class="fright" /><span class="fs16 ff1">Molti di voi sicuramente aprendo un frutto di peperoncino hanno provveduto ad eliminarne i suoi semi , credendo di abbassare il grado di piccantezza. Questa teoria però risulta essere parzialmente errata. Le ghiandole capsaiciniche infatti, che sono le dirette responsabili della produzione della capsaicina all’interno del frutto, sono situate in quella che viene comunemente chiamata placenta, e che è visibile all’interno del peperoncino come filamenti chiari. Eliminando tali filamenti, anche peperoncini super-hot come per esempio habanero e simili risultano essere molto meno piccanti, tanto da essere usati in alcune regioni del Sud America ripieni di svariati ingredienti. Visivamente il colore della placenta può darci indicazioni sul grado di piccantezza di quella varietà. Chiara è sinonimo di bassa piccantezza, gialla/rossastra di piccantezza elevata. Un altro fattore da tenere in considerazione è il grado di maturazione del frutto. Jalapeno maturi(rossi) presentano piccantezza maggiore rispetto a jalapeno immaturi( verdi).</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 13:57:00 GMT</pubDate>
			<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/?id=4p8161f4</link>
			<guid isPermaLink="false">http://saporichepiccano.altervista.com/blog/rss/4p8161f4</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sale si sale no??]]></title>
			<author><![CDATA[paolo fossi]]></author>
			<category domain="http://saporichepiccano.altervista.com/blog/index.php?category=Medicina"><![CDATA[Medicina]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_v5n9r8a5"><br><img src="http://saporichepiccano.altervista.com/images/64364_288407364691868_7081107880065827662_n.jpg"  title="" alt="" style="width:442px; height: 221px;" class="fright" /><span class="fs16"><span class="cf1 ff1">Dovremmo assumere 1 kg di sale all'anno, ma in realtà ne assumiamo ben 10 kg. Questo perchè è sovrabbondante in&nbsp;</span><span class="cf1 ff1">moltissimi alimenti confezionati, come snack, fritti, patatine ecc ecc. La sua assunzione eccessiva e duratura provoca: pression</span><span class="cf1 ff1">e alta, cattiva digestione, insonnia, tic nervosi, stanchezza cronica, perdita di calcio nelle ossa.</span></span><div style="text-align: left;"><span class="fs16 cf1 ff1">E per evitare di consumare troppo sale quindi?? Insaporite i vostri piatti con del buon peperoncino macinato.</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Dec 2014 13:27:00 GMT</pubDate>
			<link>http://saporichepiccano.altervista.com/blog/?id=v5n9r8a5</link>
			<guid isPermaLink="false">http://saporichepiccano.altervista.com/blog/rss/v5n9r8a5</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>